Studios International

Metà degli anni 80

Crisi del Cinema Italiano e liquidazione degli Studi De Paolis-Incir

Primi anni 90

Una parte degli Stabilimenti passa nelle mani della malavita

1994

Confisca dei beni del gruppo criminale. Gli Stabilimenti finiscono per passare al patrimonio immobiliare del Comune di Roma.

Qualche anno
dopo il sequestro

Daniele Taddei ottiene una licenza per esercitare un’attività di parcheggio per finanziare i primi interventi degli Stabilimenti.

1997

Ottenimento del contratto di locazione a lungo termine per riportare i Teatri di Posa ai fasti del passato.

1998

Torna ad essere girato un film negli Stabilimenti dopo gli anni di inattività.

1999 - Oggi

Investimenti, ristrutturazioni e restaurazioni portano gli Studios a ciò che sono oggi.

La nostra Storia

Studios è molto di più di un centro di produzione: è un luogo che ha attraversato il tempo. Nel cuore di Roma, negli storici Stabilimenti ex De Paolis, oggi esiste un polo multimediale contemporaneo, aperto al cinema, alla televisione, agli eventi. Un punto d’incontro tra memoria artigianale e tecnologie avanzate.
Gli Stabilimenti De Paolis nascono nel 1938 a Roma, in via Tiburtina 521, come impianti destinati alla produzione bellica e alla lavorazione dell’acciaio. Il complesso, composto da una palazzina per uffici e quattro capannoni industriali, rimase tuttavia inattivo fin da subito, a causa di un decreto che vietava l’accentramento delle industrie pesanti nella capitale. Nel 1942 Angelo De Paolis avviò un ambizioso progetto di riconversione, affidando all’architetto e scenografo Antonio Valente, – già progettista nel 1933 degli studi cinematografici Pisorno a Tirrenia, degli Studi SAFA Palatino al Celio, di numerose sale cinematografiche e teatrali oltre alla realizzazione, nel 1935, del Centro Sperimentale di Cinematografia – la trasformazione dei capannoni in teatri di posa cinematografici. I lavori proseguirono l’anno seguente sotto la gestione della Elica Film, ma il destino degli stabilimenti fu tragicamente segnato dal bombardamento alleato del 3 marzo 1944, che distrusse quasi interamente il complesso, lasciando in piedi un solo teatro di posa. La devastazione colpì duramente tutto il quartiere Tiburtino: una bomba centrò il rifugio di via Tiburtina 364, dove avevano trovato riparo gli operai dello stabilimento Fiorentini, causando la morte di circa duecento persone. Nel biennio ’46-47, i lavori vengono ultimati e nasce la De Paolis Industria Cinematografica Romana con le riprese di Accidenti alla guerra! di Giorgio Simonelli, girato nel Teatro di posa n. 2.
Da quel momento gli Stabilimenti De Paolis — comunemente chiamati, allora come oggi, semplicemente “la De Paolis”, malgrado il cambio di nome — si affermarono come un punto di riferimento imprescindibile del cinema italiano. Nei loro dieci teatri di posa, tra cui spiccava l’imponente Teatro n. 5, a lungo il più grande d’Europa con i suoi 250 metri di lunghezza e 70 di larghezza, tra gli anni Cinquanta e Ottanta venne realizzato un numero straordinario di film. Qui prese forma l’intero universo del cinema di genere italiano: dai film di cappa e spada alle commedie di Totò e Peppino, dai musicarelli all’horror, dai western all’italiana ai poliziotteschi, facendo degli Stabilimenti De Paolis la vera culla di una produzione popolare ricca e multiforme, fiorita tra gli anni Cinquanta e la fine dei Settanta. Accanto al cinema commerciale, la De Paolis ospitò anche opere firmate da alcuni dei maggiori maestri del Novecento: Federico Fellini (Lo sceicco bianco, Boccaccio ’70), Luchino Visconti (Gruppo di famiglia in un interno), Pier Paolo Pasolini (Accattone, Mamma Roma, Il Vangelo secondo Matteo, Uccellacci e uccellini), Mauro Bolognini (Il bell’Antonio, La Viaccia), Michelangelo Antonioni (Deserto rosso, Identificazione di una donna) e Dario Argento (L’uccello dalle piume di cristallo, Profondo rosso, Suspiria). Nel periodo di massimo splendore, gli Stabilimenti De Paolis disponevano anche di una succursale nella campagna di Pietralata, in via delle Messi d’Oro, utilizzata per le riprese in esterni. Qui vennero girate celebri sequenze di western all’italiana e scene rimaste nella storia del cinema, come quella felliniana di Boccaccio ’70 con Anita Ekberg e Peppino De Filippo, ambientata all’EUR e dominata dall’enorme cartellone pubblicitario del latte.
Nel 1969, un incendio distrugge il tetto del Teatro di posa n° 5, un’enorme perdita per il cinema italiano. Si trattava infatti del più grande Teatro di posa d’Europa, vi si erano girati perfino due film contemporaneamente in due set separati. Nel Teatro era allestito il set di un casinò di Las Vegas per una grande produzione italiana, Gli Intoccabili di Giuliano Montaldo film d’azione con un cast internazionale: Peter Falk, John Cassavetes, Britt Eckland. Durante le riprese, l’effetto speciale dell’esplosione di una cassaforte genera delle scintille che presto diventano fiamme incontrollabili e che, fortunatamente senza fare vittime, distruggono l’intero Teatro di Posa e tutto il suo contenuto. Da allora questa immensa struttura, mai più ricostruita, viene utilizzata per riprese in esterni. Tra le tante, nel 1973 Pasquale Festa Campanile vi gira L’emigrante, protagonista Adriano Celentano, Dario Argento il film Suspiria, Luciano Salce Il Belpaese con Paolo Villaggio, Luigi Comencini vi ambienta alcune scene de La storia, e successivamente anche Giuseppe Tornatore vi gira alcune sequenze del film Premio Oscar, Nuovo Cinema Paradiso. Il 27 febbraio 1971, invece, a subire un grave incendio è il Teatro n. 4, durante le riprese del film La Cosa Buffa con Gianni Morandi, anche in questo incendio i danni sono ingenti ma il Teatro viene presto ricostruito e riportato in funzione.

Il declino della De Paolis ha inizio nei primi anni Ottanta, in parallelo alla crisi del cinema di genere italiano. La morte di Angelo De Paolis, avvenuta nel 1985, lasciò un vuoto di esperienza e di visione imprenditoriale che, in un contesto economico già difficile, la società non riuscì a colmare. Dopo alcuni anni di crescente difficoltà, gli Stabilimenti furono avviati alla liquidazione.


Eppure, anche in questa fase finale, la centralità della De Paolis nel panorama cinematografico italiano restò evidente: proprio in quegli anni vi lavorarono, tra gli altri, Roberto Benigni (Il piccolo diavolo), Dario Argento (Phenomena, Opera), Bernardo Bertolucci (alcune scene de L’ultimo imperatore), Giuseppe Tornatore (Nuovo Cinema Paradiso), Massimo Troisi (Le vie del Signore sono finite, Pensavo fosse amore invece era un calesse), Franco Brusati (Lo zio indegno) e Dino Risi (Tolgo il disturbo), entrambi interpretati da Vittorio Gassman.


Nel 1991, concluse le riprese di Un orso chiamato Arturo di Sergio Martino, la De Paolis chiuse definitivamente i battenti. I teatri di posa vennero progressivamente abbandonati, cadendo in uno stato di degrado che, anche in virtù del loro passato glorioso e della posizione strategica nel tessuto urbano, attirò l’interesse della speculazione edilizia e della criminalità organizzata.

A seguito di varie vicissitudini, una parte degli Stabilimenti ormai chiusi, la più consistente, buona parte del corpo uffici e tutti i Teatri di posa per un totale di 25.000 mq di superficie, passarono nelle mani di Enrico Nicoletti, cassiere della Banda della Magliana che li acquistò insieme a molte altre prestigiose proprietà immobiliari. Nel 1994 in seguito al suo arresto ed alla confisca dei suoi beni, Gli Stabilimenti passano sotto la tutela dell’Amministrazione giudiziaria ed in seguito, passata in giudicato la sentenza di condanna e diventato definitivo il sequestro, nel patrimonio del Demanio dello Stato e successivamente, con Decreto Agenzia Nazionale Beni Confiscati n. 29782/2013, nel patrimonio immobiliare del Comune di Roma
Nel 1996, grazie all’iniziativa dell’imprenditore romano Daniele Taddei, gli ex Stabilimenti De Paolis intrapresero un percorso di rinascita. Intuendone le potenzialità di rilancio, Taddei ottenne dall’Amministrazione giudiziaria un contratto di locazione di lungo periodo, finalizzato alla tutela della destinazione d’uso e alla riattivazione dei teatri di posa, nel solco della normativa sulla gestione dei beni confiscati alla criminalità. L’obiettivo era ambizioso: trasformare il complesso in un centro di attività multimediali capace di ospitare cinema, concerti, rassegne, mostre ed esposizioni, restituendo alla città un luogo simbolo del suo patrimonio cinematografico, ribattezzato semplicemente STUDIOS. Già nell’inverno dello stesso anno gli Stabilimenti tornarono a ospitare una produzione cinematografica con Teo di Cinzia TH Torrini, interpretato da Helmut Berger e Stefania Sandrelli, premiato come seconda migliore produzione televisiva italiana del 1996. La rinascita venne sancita ufficialmente dalla sfilata di moda organizzata dalle sorelle Fendi nel Teatro di posa n. 7, patrocinata dal Comune di Roma, in un momento in cui la città iniziava a riscoprire il valore del proprio patrimonio industriale dismesso. Ancora in fase di ristrutturazione, gli STUDIOS accolsero nuove produzioni: Amedeo Fago vi girò Giochi di equilibrio, ambientato proprio nei teatri di posa De Paolis e interpretato da Stefania Rocca, Gianmarco Tognazzi e Remo Girone; Gianfranco Pannone realizzò il documentario L’America a Roma, omaggio nostalgico allo spaghetti western raccontato attraverso gli stuntmen e i caratteristi nei luoghi originali delle riprese; il Teatro dell’Opera di Roma vi svolse infine le prove tecniche di allestimento de Il barbiere di Siviglia. Roma tornava così ad avere spazi alternativi a Cinecittà. La riapertura della De Paolis — ormai STUDIOS — si diffuse rapidamente, accolta con entusiasmo da chi vi aveva lavorato in passato e ne conservava memoria, nostalgia e, ancora una volta, necessità.

Dal 1997 a oggi, gli STUDIOS hanno affiancato in modo stabile alle attività cinematografiche produzioni televisive per i principali canali nazionali, oltre a eventi, spot pubblicitari e videoclip musicali. Gli Stabilimenti sono così tornati a essere un punto di riferimento per l’industria audiovisiva italiana e, progressivamente, anche per le produzioni internazionali, ospitando programmi di lunga durata e grande visibilità.


Anche negli anni complessi del 2020 e 2021, segnati da lockdown e chiusure, gli STUDIOS si sono confermati un hub produttivo strategico, accogliendo un’importante coproduzione europea per la quale è stata realizzata, all’interno di un teatro di posa, una scenografia navale a grandezza reale utilizzata per mesi di riprese. Negli anni successivi, i teatri hanno continuato a ospitare produzioni seriali e cinematografiche di ampio respiro, con grandi allestimenti, cast internazionali e un significativo impiego di maestranze e servizi tecnici. 


Oggi gli STUDIOS accolgono produzioni cinematografiche internazionali, serie televisive di successo, produzioni originali per piattaforme internazionali e programmi di intrattenimento, confermandosi come uno dei principali poli produttivi romani alternativi a Cinecittà. 


In questo percorso si inserisce la nomina di Daniele Taddei, Amministratore Unico degli STUDIOS, a Presidente dell’Unione Imprese Tecniche di ANICA. Dopo 29 anni di attività associativa, durante i quali ha guidato la rinascita degli Stabilimenti, Taddei porta alla presidenza una competenza maturata sul campo, con l’obiettivo di valorizzare le professionalità del cinema — dalle strutture ai servizi tecnici — conoscendone dall’interno dinamiche e processi.

Gli Stabilimenti De Paolis compaiono, sia la parte esterna su via Tiburtina sia alcuni ambienti di quella interna, in una sequenza di inseguimento tra automobili presente nel film Taxi Girl di Michele Massimo Tarantini (1977).

 

Nel film Sono fotogenico di Dino Risi (1980), con Renato Pozzetto, gli studi cinematografici in cui Antonio Barozzi, il personaggio interpretato da Pozzetto, lavora come comparsa sono gli Stabilimenti De Paolis.

 

Nel film Giochi d’equilibrio di Amedeo Fago (1998) un regista (impersonato da Remo Girone) dirige all’interno degli Stabilimenti De Paolis un film autobiografico interpretato da Gianmarco Tognazzi e Stefania Rocca.

 

L’attore Salvatore Baccaro lavorava come fioraio ambulante, assieme alla madre, tra via Tiburtina e via delle Cave di Pietralata, a poche centinaia di metri dalla De Paolis. Notato da qualche professionista, fu introdotto nel 1969 nel mondo del cinema, girando decine di film come caratterista ma seguitando, nel contempo, a svolgere l’attività di fioraio.

 

Sul finire degli anni Settanta, Italo Zingarelli avviò presso il Teatro n. 6 della De Paolis il primo centro italiano dedicato agli effetti speciali. Nella circostanza fu effettuata, per il film L’uomo puma di Alberto De Martino, la prima ripresa nella storia con proiezione frontale assiale a otto perforazioni. L’esperienza del centro ebbe tuttavia brevissima vita.

 

Sul numero di maggio 2022 del mensile linus, in gran parte dedicato a Dario Argento, il regista romano è protagonista di Argento tenebra, un fumetto horror di due tavole, scritto da Giuseppe Pollicelli e disegnato da Sudario Brando (pseudonimo di Francesco Siena), ambientato nella De Paolis degli anni Settanta.

Mission

Far vivere lo spirito delle grandi produzioni all’interno di un polo moderno, efficiente e aperto al mondo. Offriamo spazi, competenze e servizi che mettono al centro le persone e le storie da raccontare, garantendo alla creatività un luogo dove prendere forma.

Valori

  • Eccellenza concreta

    Non inseguiamo standard astratti, ma risultati misurabili: qualità dei servizi, attenzione ai dettagli, affidabilità operativa. Ciò che entra negli Studios trova uno spazio che funziona.

  • Sostenibilità consapevole

    Lavoriamo per ridurre l’impatto ambientale delle produzioni, ottimizzando risorse e processi e aderendo concretamente ai protocolli Green riconosciuti, per un approccio responsabile in ogni fase del lavoro.

  • Tradizione viva

    Le mani che lavorano nei nostri reparti portano con sé decenni di esperienza. Valorizziamo la memoria del grande cinema e la tramandiamo, evolvendola, con le nuove generazioni di professionisti.

  • Flessibilità intelligente

    Ogni produzione ha esigenze diverse: sappiamo ascoltarle, capirle e trasformarle in soluzioni agili, rapide e ben strutturate. Perché la creatività ha bisogno di spazio, ma anche di metodo.

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Come raggiungerci

Gli “Studi Cinematografici De Paolis”, oggi conosciuti come “STUDIOS”, sono facilmente raggiungibili dai principali luoghi di Roma, grazie alla comoda posizione e ai numerosi collegamenti con i mezzi pubblici, la tangenziale e la stazione ferroviaria, che offrono rapidi collegamenti anche con l’aeroporto.
In macchina
Gli Studios sono facilmente raggiungibili in auto grazie alla vicinanza alla Tangenziale Est e all’Autostrada A24. In alternativa, è possibile accedere tramite il Grande Raccordo Anulare (GRA), uscendo in direzione Stazione Tiburtina.
La fermata della Metropolitana Linea B (stazione Tiburtina) è a pochi passi da noi, permettendo un rapido accesso dagli altri quartieri di Roma. Inoltre, numerosi autobus collegano direttamente gli Studios con le principali aree della città.
Dagli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, è possibile arrivare facilmente agli Studios tramite treno o tramite il bus navetta, con fermata a Stazione Tiburtina.
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